
Portare cane e gatto dall’Italia in Thailandia
L’animale viene con voi. Quella decisione è presa. Quello che resta è la pratica che la rende possibile — e un calendario che, se rispettato, porta il vostro cane o il vostro gatto fuori dalla quarantena thailandese senza intoppi e dentro casa vostra a Bangkok o a Chiang Mai poche settimane dopo di voi. Se invece qualcosa salta — un permesso mancante, un vaccino somministrato troppo a ridosso della partenza, un certificato sanitario emesso un giorno fuori dalla finestra dei 10 giorni — si va dal rilascio ritardato all’animale trattenuto a Suvarnabhumi mentre voi cercate di capire cosa sia andato storto dalla sala arrivi.
La procedura thailandese è gestibile, ma è specifica, sequenziale e non perdona le scorciatoie. Vale per cani e gatti, gli animali che gli italiani portano con sé nella quasi totalità dei trasferimenti. Altre specie (uccelli, rettili, conigli, roditori) rientrano in regole thailandesi completamente diverse, di cui si parla più avanti solo per dire a chi rivolgersi.

Il DLD: l’autorità thailandese che decide
Tutte le importazioni di animali da compagnia in Thailandia sono regolate dal Department of Livestock Development (DLD), il dipartimento per lo sviluppo zootecnico che dipende dal Ministero dell’Agricoltura e delle Cooperative. È il suo Animal Quarantine Inspection Office a rilasciare i permessi di importazione, a stabilire quali documenti servono, ad approvare le strutture di quarantena e a condurre l’ispezione quando l’animale arriva nel porto o aeroporto thailandese di ingresso.
Il DLD è il punto di partenza di tutto il processo. Prima di prenotare il volo, prima che il veterinario emetta qualunque certificato, prima di contattare la compagnia aerea, dovete sapere che cosa il DLD richiede per il paese di origine e per l’animale specifico che state spostando. I requisiti cambiano, e la posizione ufficiale del DLD sulla documentazione di un determinato paese è l’unica fonte che conta. Un’agenzia di pet relocation o uno spedizioniere che lavorano abitualmente con il DLD sapranno se qualcosa è cambiato di recente.
I cinque documenti da avere prima di partire
Un animale che si sposta dall’Italia alla Thailandia richiede cinque documenti, e tre di questi hanno vincoli di sequenza: vanno completati in un ordine preciso, con tempi precisi. Sbagliare l’ordine significa ricominciare.
1. Microchip conforme allo standard ISO
L’animale deve portare un microchip conforme alle norme ISO 11784 e 11785 — un transponder passivo a 15 cifre leggibile da qualunque lettore universale. Quasi tutti gli animali italiani ce l’hanno già: in Italia l’identificazione elettronica dei cani è obbligatoria e l’iscrizione all’Anagrafe degli animali d’affezione avviene proprio tramite quel numero, mentre il sistema del passaporto europeo lo richiede per gli spostamenti dentro l’Unione dal 2011.
Il punto critico è la sequenza: il microchip deve essere impiantato prima della vaccinazione antirabbica, non dopo. Se l’animale è stato vaccinato prima di essere identificato, la vaccinazione non può essere collegata al microchip al momento dell’impianto, e l’intera storia vaccinale va ricominciata da una nuova vaccinazione primaria. Le autorità thailandesi e i veterinari ufficiali italiani non accettano un certificato che colleghi una vaccinazione a un microchip impiantato dopo la data del vaccino.
Se il vostro animale è già identificato e vaccinato nell’ordine giusto, siete a posto. In caso contrario il calendario riparte dalla data della nuova antirabbica.
2. Certificato di vaccinazione antirabbica
L’animale deve avere una vaccinazione antirabbica valida e in corso. Le regole:
- Prima vaccinazione: se è la prima antirabbica dell’animale, va somministrata almeno 21 giorni prima della data prevista di arrivo in Thailandia. Un vaccino fatto a meno di 21 giorni dall’arrivo non viene accettato, perché la risposta immunitaria è considerata incompleta.
- Richiamo: se l’animale ha già ricevuto vaccinazioni antirabbiche e questo è un richiamo entro il periodo di validità del precedente, l’attesa di 21 giorni non si applica — ma il vaccino deve comunque essere in corso di validità (non scaduto) al momento dell’arrivo in Thailandia.
- Validità: le antirabbiche valgono in genere uno o tre anni a seconda del prodotto. Il certificato deve riportare la data, il nome commerciale del vaccino, il numero di lotto e i dati del veterinario che l’ha somministrato.
Vale la pena ricordare che l’Italia è ufficialmente indenne da rabbia. Questo non elimina nessuno dei requisiti sopra — il vaccino serve comunque — ma incide sul modo in cui il DLD valuta il rischio del paese di origine, e quindi tende a collocare gli arrivi dall’Italia nella fascia bassa dei periodi di quarantena.
3. Permesso di importazione del DLD
È il documento che la maggior parte dei proprietari italiani scopre troppo tardi. Il permesso di importazione del DLD è un’autorizzazione obbligatoria da ottenere prima che l’animale lasci l’Italia. Senza, l’animale non può essere importato legalmente in Thailandia. Le compagnie aeree non accettano un animale in partenza verso la Thailandia senza la conferma che il permesso sia stato ottenuto o sia in lavorazione.
La domanda si presenta all’Animal Quarantine Inspection Office del DLD e richiede: il numero di microchip, il certificato di vaccinazione antirabbica in corso, l’indirizzo di destinazione in Thailandia, l’aeroporto di ingresso previsto (Suvarnabhumi per la quasi totalità degli arrivi europei) e le date di viaggio. L’istruttoria richiede circa 2-4 settimane. Presentatela il prima possibile: 8-10 settimane prima della partenza prevista è il margine consigliato.
Il permesso indica la struttura di quarantena approvata in cui l’animale entrerà all’arrivo, e non potete sceglierne una diversa da quella scritta sul documento. Se le date di viaggio cambiano dopo il rilascio, dovrete contattare il DLD per modificarlo — con altro tempo da mettere in conto.
4. Certificato sanitario ufficiale
Il certificato sanitario deve essere rilasciato da un veterinario ufficiale, cioè un veterinario del Servizio veterinario della ASL abilitato a emettere certificazioni per l’esportazione. Un certificato emesso dal vostro veterinario di fiducia, per quanto bravo, non è accettabile: la certificazione per paesi terzi passa dalla ASL, nel quadro definito dal Ministero della Salute. Rivolgetevi al Servizio veterinario della vostra ASL con largo anticipo, perché i tempi di appuntamento variano molto da territorio a territorio e la finestra utile per emettere il documento è stretta.
I tempi sono rigidi: il certificato va emesso entro 10 giorni dalla data prevista di arrivo in Thailandia. Non 10 giorni prima della partenza — 10 giorni prima dell’arrivo. Se il viaggio da Roma o Milano a Bangkok dura 15 ore con uno scalo e il certificato è stato emesso 9 giorni prima della data di arrivo a Bangkok, è valido. Se è stato emesso 11 giorni prima, è fuori finestra e viene respinto all’arrivo.
Il certificato deve attestare: specie, razza, età, sesso e mantello dell’animale; il numero di microchip; i dati della vaccinazione antirabbica con data, nome del vaccino e numero di lotto; l’assenza di segni di malattia infettiva o contagiosa alla data della visita; e l’idoneità al trasporto aereo. Va usato il modello indicato dal DLD thailandese: il veterinario ufficiale può procurarselo tramite il DLD stesso o tramite un’agenzia specializzata.
Il passaporto europeo per animali da compagnia — il libretto azzurro rilasciato dalla ASL — resta utile come registro vaccinale e vi servirà al rientro, ma da solo non basta per l’ingresso in Thailandia: il certificato sanitario per l’esportazione è un documento separato.
5. Documentazione della compagnia aerea
Ogni compagnia ha i propri moduli, dichiarazioni e requisiti di prenotazione per il trasporto animali. Sono separati dalla documentazione del DLD e vanno gestiti direttamente con il vettore. In genere comprendono: la conferma di prenotazione dell’animale (che si fa separatamente dal vostro biglietto passeggeri ed è soggetta a disponibilità), il modulo di dichiarazione sanitaria della compagnia, spesso richiesto al banco del check-in, e la conferma dei requisiti IATA su etichettatura e trasportino.

La quarantena in Thailandia: cosa aspettarsi
Tutti i cani e i gatti che arrivano in Thailandia dall’estero devono passare dalla quarantena in una stazione di ispezione approvata dal DLD. Non è facoltativa e non si può evitare. Durata e struttura sono indicate sul permesso di importazione.
Per la maggior parte dei paesi europei la durata viene stabilita dal DLD in base alla situazione rabbia del paese di origine e alla completezza della documentazione. Per cani e gatti che arrivano con la pratica in ordine — permesso valido, microchip ISO, antirabbica in corso, certificato sanitario dentro la finestra dei 10 giorni — e da paesi europei con programmi di controllo della rabbia documentati, i periodi vanno tipicamente da 10 a 30 giorni.
La struttura principale per gli animali che arrivano via Suvarnabhumi è la Suvarnabhumi Animal Quarantine Inspection Station, gestita dal DLD. Gli animali in arrivo vengono trasferiti lì direttamente dall’area merci dopo l’ispezione doganale. Non potrete ritirare il vostro animale in aeroporto: entra in quarantena immediatamente.
Durante la quarantena il DLD effettua i controlli sanitari, verifica la corrispondenza tra documenti e animale e sorveglia l’eventuale comparsa di sintomi. Il costo è una tariffa governativa thailandese giornaliera per animale (Animal Quarantine Inspection Office del DLD):
- Cani: circa 150-300 THB al giorno (tariffe fissate dal DLD; verificatele al momento della domanda di permesso)
- Gatti: circa 100-200 THB al giorno
Su una quarantena di 14 giorni, per un cane si arriva a circa 2.100-4.200 THB, ossia all’incirca 55-110 € al cambio di riferimento usato in questa guida (1 € ≈ 38 THB). Su 30 giorni, circa 4.500-9.000 THB, cioè 120-235 €. Sono le tariffe delle strutture governative: alcune strutture private approvate costano di più.
Potete visitare l’animale durante la quarantena negli orari previsti, anche se le condizioni variano da struttura a struttura. Portare qualcosa di familiare — una coperta, un gioco — di solito è permesso e aiuta l’animale a reggere meglio il periodo.
Quando la quarantena finisce e il DLD emette il certificato di rilascio, potete andare a riprendere l’animale. Portate con voi il passaporto, il permesso di importazione, il certificato sanitario e la ricevuta di pagamento della quarantena.
Le regole delle compagnie aeree
Le compagnie aeree sono il secondo livello normativo del processo. La IATA pubblica le Live Animals Regulations (LAR), lo standard che governa il trasporto di animali vivi sui voli commerciali. Quasi tutti i vettori internazionali adottano le LAR come base, aggiungendovi politiche proprie.
Cabina o stiva
Quasi tutte le compagnie applicano un limite di peso per il trasporto in cabina — di norma 6-8 kg trasportino incluso — il che significa che la maggior parte dei cani adulti viaggia in stiva, come bagaglio eccedente accompagnato o come merce non accompagnata. Gatti e cani di piccola taglia sotto il limite possono viaggiare in cabina sulle compagnie che lo consentono. La politica va verificata sulla compagnia e sulla rotta specifiche.
Nel trasporto in stiva l’animale viaggia nel comparto pressurizzato e climatizzato — lo stesso ambiente fisico della cabina passeggeri, non una stiva merci non riscaldata. Per animali sani su voli diretti o con uno scalo breve è una soluzione sicura, mentre i viaggi molto lunghi con più trasferimenti aggiungono stress e andrebbero evitati quando possibile. Gli operatori specializzati indicano in 20-24 ore il tetto ragionevole di durata totale del viaggio per cani e gatti.
Un vincolo che dall’Italia pesa più che altrove: nei mesi più caldi molte compagnie sospendono o limitano il trasporto di animali in stiva, e le restrizioni possono scattare sia in partenza sia allo scalo. Chi parte a luglio o agosto rischia di trovare la rotta chiusa proprio nella finestra in cui aveva programmato il trasloco — alcuni operatori italiani del settore fermano del tutto le spedizioni di animali per settimane in piena estate. Se potete scegliere il mese, la primavera e l’autunno sono nettamente più semplici, anche perché evitano l’arrivo nel picco della stagione calda thailandese tra marzo e maggio.
Trasportini omologati IATA
L’animale deve viaggiare in un trasportino conforme IATA. I requisiti:
- Struttura rigida con aerazione su almeno tre lati
- Chiusura sicura, non apribile accidentalmente ma apribile dai soccorritori
- Dimensioni tali da permettere all’animale di stare in piedi, girarsi e sdraiarsi in modo naturale — senza eccedere, perché un trasportino troppo grande fa sbattere l’animale durante le turbolenze
- Lettiera assorbente
- Accesso ad acqua e cibo per i viaggi oltre le 8 ore (contenitore esterno raggiungibile senza aprire il trasportino)
- Etichette per animali vivi all’esterno, con il vostro nome, un recapito in Thailandia e le indicazioni “Live Animals”
La compagnia indicherà la misura esatta in base alle dimensioni del vostro animale. Misuratelo (lunghezza dal naso alla base della coda, altezza da terra alla sommità del capo in posizione eretta, larghezza nel punto più ampio) prima di comprare il trasportino: la conformità viene controllata al check-in e un trasportino troppo piccolo viene rifiutato.
Prenotazione e disponibilità
I posti per animali sono limitati, di solito a un numero massimo per volo. Prenotate il trasporto dell’animale insieme al vostro biglietto, o appena possibile dopo. Le prenotazioni dell’ultimo minuto sulle rotte Europa-Thailandia sono spesso impossibili. Dall’Italia si parte in genere da Roma Fiumicino o Milano Malpensa, con collegamenti diretti o con un solo scalo operati da diverse compagnie: rotte e politiche animali cambiano di stagione in stagione e vanno confermate direttamente con il vettore prima di prenotare.
Il lato italiano: ASL, veterinario ufficiale e passaporto europeo
La parte italiana della pratica è meno complicata di quella thailandese, ma ha i suoi tempi. Il percorso è questo: il vostro veterinario di fiducia verifica microchip e stato vaccinale e sistema quello che manca; il Servizio veterinario della ASL competente per il vostro comune emette il certificato sanitario per l’esportazione sul modello richiesto dal DLD; il passaporto europeo rilasciato dalla ASL accompagna l’animale come registro vaccinale.
Due accorgimenti pratici. Il primo: contattate la ASL molto prima di averne bisogno, spiegando che serve una certificazione per esportazione verso un paese terzo e non un semplice passaporto per viaggio intracomunitario — non tutti gli sportelli gestiscono la stessa mole di pratiche verso paesi terzi, e sapere in anticipo chi se ne occupa evita di bruciare giorni preziosi dentro la finestra dei 10 giorni. Il secondo: portate al veterinario ufficiale il modello del DLD già stampato, insieme al permesso di importazione. Un certificato compilato su un modulo diverso da quello atteso dal DLD è il tipo di errore che si scopre a Bangkok.
Se il trasferimento riguarda l’intera famiglia, il resto della pratica — visto, esenzione doganale sugli effetti personali, iscrizione all’AIRE — segue un calendario suo, che conviene sovrapporre a questo fin dall’inizio: la guida al trasferimento dall’Italia alla Thailandia copre visto e documenti doganali, mentre la guida al trasferimento in Thailandia 2026 imposta il calendario completo dei 90 giorni.
Se un giorno tornate: il test anticorpale per il rientro in Europa
Questa parte non riguarda la partenza, ma va decisa prima di partire, ed è il punto che i proprietari italiani sottovalutano con maggiore regolarità.
La Thailandia non rientra fra i paesi terzi elencati dalla normativa europea per i quali il rientro di un animale da compagnia è semplificato. Per riportare cane o gatto in Italia dalla Thailandia serve, oltre al passaporto europeo e all’antirabbica in corso, la titolazione degli anticorpi antirabbici: un prelievo di sangue analizzato da un laboratorio riconosciuto dall’Unione europea, che deve dimostrare un livello anticorpale sufficiente, seguito da un periodo di attesa prima che l’animale possa rientrare.
Il punto pratico è questo: il prelievo va fatto su un animale già vaccinato, e conviene farlo mentre siete ancora in Italia, dove i laboratori riconosciuti sono facilmente accessibili e il vostro veterinario conosce la procedura. Un titolo anticorpale valido, mantenuto poi con richiami regolari e annotato sul passaporto, resta valido nel tempo e vi risparmia di dover organizzare prelievo, spedizione del campione e mesi di attesa dall’altra parte del mondo, magari sotto la pressione di un rientro improvviso per motivi familiari o di lavoro.
Le condizioni esatte — laboratori riconosciuti, valore minimo, durata dell’attesa — vanno verificate con il Servizio veterinario della ASL e sul portale del Ministero della Salute al momento in cui organizzate il viaggio, perché è materia che viene aggiornata. Il consiglio operativo però non cambia: fate fare il test prima di partire.
Razze soggette a restrizioni
La Thailandia limita l’importazione di alcune razze canine. L’Animal Quarantine Inspection Office del DLD mantiene l’elenco aggiornato; le razze che sono state oggetto di restrizione includono:
- American Pit Bull Terrier
- American Staffordshire Terrier
- Staffordshire Bull Terrier
- Rottweiler
- Dobermann
- Tosa giapponese
- Dogo argentino
- Fila brasileiro
L’elenco può cambiare e l’applicazione non è sempre uniforme. Se il vostro cane appartiene a una di queste razze, vi si avvicina, o è un incrocio con una di esse, verificate la posizione attuale del DLD prima di prendere qualunque impegno di viaggio. Una restrizione scoperta dopo aver prenotato i voli ed emesso il certificato sanitario è una situazione senza uscite comode.
Per i gatti non esistono restrizioni di razza.

Altre specie: uccelli, rettili ed esotici
Questa guida copre cani e gatti. L’importazione in Thailandia di uccelli, rettili, conigli, roditori e altri animali segue regole completamente diverse, che comprendono i controlli CITES per molte specie esotiche, misure sanitarie specifiche per specie e, in certi casi, il divieto puro e semplice. In Italia l’autorità CITES fa capo ai Carabinieri, che gestiscono il rilascio dei certificati per le specie protette. Se vi spostate con un animale che non sia un cane o un gatto, rivolgetevi a un operatore specializzato in importazione di fauna prima di prendere qualunque decisione.
Il calendario delle 8-12 settimane
La sequenza richiede pianificazione, perché ogni passaggio dipende dal precedente: non ottenete il certificato sanitario finché la vaccinazione non è valida, non confermate il permesso di importazione senza il certificato di vaccinazione, e non prenotate l’animale sul volo senza il permesso almeno in lavorazione. Ecco il calendario a ritroso dalla data di partenza:
| Quando (prima della partenza) | Cosa fare | Note |
|---|---|---|
| 10-12 settimane prima | Verificare che il microchip sia impiantato e collegato al registro vaccinale | In caso contrario: impianto e ripartenza della sequenza vaccinale — oltre 3 settimane in più |
| 10-12 settimane prima | Verificare che l’antirabbica sia valida e nella sequenza corretta | Se è la prima vaccinazione servono 21 giorni prima del viaggio; se scaduta, si riparte |
| 10-12 settimane prima | Contattare il Servizio veterinario della ASL | Verificare chi gestisce le certificazioni verso paesi terzi e i tempi di appuntamento |
| 8-10 settimane prima | Presentare domanda di permesso di importazione al DLD | Istruttoria 2-4 settimane; non partite prima della conferma |
| 8-10 settimane prima | Prenotare il trasporto dell’animale con la compagnia aerea | Soggetto a disponibilità; verificare eventuali restrizioni estive per il caldo |
| 8-10 settimane prima | Acquistare il trasportino IATA dopo aver misurato l’animale | Lasciare tempo perché l’animale ci si abitui prima del viaggio |
| 4-6 settimane prima | Permesso DLD confermato; struttura di quarantena indicata | Annotare la struttura esatta e gli orari di visita |
| Entro 10 giorni dall’arrivo in Thailandia | Certificato sanitario emesso dal veterinario ufficiale ASL | Entro 10 giorni dall’arrivo, non dalla partenza |
| Giorno della partenza | Check-in con l’animale e consegna dei documenti alla compagnia | Arrivate presto: il check-in con animale richiede più tempo |
| Arrivo in Thailandia | L’animale entra in quarantena; dichiarazione doganale per animale vivo | Non potete ritirare l’animale in aeroporto |
| 10-30 giorni dopo l’arrivo | Fine quarantena; ritiro con certificato di rilascio | Portare passaporto, permesso, certificato sanitario e ricevuta |
Quanto costa
Spostare un animale dall’Italia alla Thailandia non è un costo trascurabile. Ecco un quadro realistico per un cane o un gatto su una rotta Italia-Bangkok:
| Voce di costo | Intervallo indicativo |
|---|---|
| Domanda di permesso di importazione DLD | 200-500 THB (circa 5-13 €) |
| Certificato sanitario del veterinario ufficiale ASL | 100-300 € |
| Vaccinazione antirabbica (se in scadenza o da rifare) | 40-100 € |
| Trasportino omologato IATA (se non già posseduto) | 80-350 € secondo la taglia |
| Trasporto aereo dell’animale (stiva) | 200-600 € secondo compagnia e rotta |
| Quarantena thailandese (14 giorni, un cane) | 2.100-4.200 THB (circa 55-110 €) |
| Quarantena thailandese (30 giorni, un cane) | 4.500-9.000 THB (circa 120-235 €) |
| Agenzia di pet relocation (se utilizzata) | 300-800 € |
| Totale tipico per un cane (quarantena di 14 giorni) | circa 800-1.800 € |
Le tariffe aeree per il trasporto animali variano molto per compagnia, rotta e peso o taglia dell’animale. Le tariffe di quarantena sono fissate dal DLD e soggette a modifiche: verificatele al momento della domanda di permesso. Al totale va aggiunta, per chi prevede di rientrare un giorno in Italia, la titolazione anticorpale trattata sopra.
Agenzie di pet relocation: quando conviene
Spostare un animale dall’Italia alla Thailandia si può fare da soli, a patto di essere organizzati e metodici e di essere disposti a interloquire direttamente con l’Animal Quarantine Inspection Office del DLD, con il Servizio veterinario della ASL e con la compagnia aerea. Non è impossibile, ma richiede tempo e una attenzione alle sequenze e alle scadenze che non lascia margine di errore.
Un’agenzia specializzata — in Italia ne esistono diverse, riconoscibili dall’appartenenza a IPATA e dalla certificazione IATA LAR — gestisce la domanda di permesso, conferma con il DLD il modello di certificato corretto, si coordina con il veterinario ufficiale, prenota il trasporto aereo e verifica che tutti i documenti siano nel formato e nell’ordine giusti. Il costo (in genere 300-800 €) compra soprattutto la riduzione del rischio di quell’errore che fa perdere il volo all’animale o gli allunga la quarantena perché un documento era fuori finestra.
Per chi si sposta con più animali, con cani di taglia grande che richiedono trasportini da stiva ingombranti, o con razze che al momento del permesso ricevono un esame più attento, l’agenzia vale il suo costo. Per chi ha già viaggiato con l’animale, ha un rapporto consolidato con il proprio veterinario e un animale correttamente identificato e vaccinato, la strada indipendente è percorribile con sufficiente anticipo.
Dopo la quarantena: l’ambientamento
All’uscita dalla quarantena l’animale avrà bisogno di tempo per riprendersi: il periodo è stressante a prescindere da quanto sia ben gestita la struttura. Mettete in conto un rientro tranquillo nella nuova casa: una coperta o un gioco che arrivano dall’Italia, una routine costante, pazienza con eventuali cambiamenti di comportamento nella prima settimana o due. Il clima tropicale è un adattamento serio per un animale abituato alle stagioni italiane: garantite ombra, acqua fresca e zone di riposo climatizzate in ogni momento, e tenete d’occhio i segni di stress da calore nei cani a pelo folto.
L’assistenza veterinaria a Bangkok, Chiang Mai e Phuket è di buon livello, con diverse cliniche di standard internazionale abituate agli animali degli espatriati europei. Registrarsi presso un veterinario locale e verificare quali vaccinazioni siano necessarie o consigliate in Thailandia (l’antirabbica resta importante; la tosse dei canili è diffusa; la profilassi contro la filariosi è fortemente raccomandata nel clima thailandese) è la prima cosa da fare dopo il rilascio.
Per il quadro completo del trasloco — la spedizione dei mobili e degli effetti personali insieme al vostro trasferimento — i costi di spedizione verso la Thailandia analizzano il lato merci del trasloco, mentre le regole di franchigia doganale thailandese spiegano quali beni entrano in esenzione e a quali condizioni.
Una famiglia partita da Berlino verso Chiang Mai nel 2024 viaggiava con due gatti: uno con microchip conforme ISO 11784/11785, l’altro con un chip registrato in una banca dati europea ma illeggibile dal lettore in uso all’area merci di Suvarnabhumi. Il secondo gatto ha passato quattro ore in più in cargo mentre si cercava un lettore compatibile. Il veterinario del DLD in servizio quel pomeriggio aveva visto la stessa scena diverse volte nello stesso mese. Lo standard del chip non è un capriccio burocratico: l’attrezzatura nel punto in cui il documento viene verificato è costruita attorno a quello. Un chip che non si legge non passa.
Chi ha già fatto questo percorso raramente racconta la parte difficile come se l’aspettava. Prima della partenza l’animale sembra una voce fra le tante di un inventario lungo, da qualche parte sotto il container e il visto. Dopo, quasi tutti dicono la stessa cosa: il viaggio dell’animale ha dettato il ritmo dell’intero trasferimento, perché era l’unica data del calendario che non si poteva negoziare. Non si può chiedere a un titolo anticorpale di maturare più in fretta, e non si può spiegare un rinvio a un gatto. La lezione che se ne portano dietro è utile: pianificate il trasloco a ritroso dalla prima data in cui l’animale può legalmente viaggiare, non in avanti dal giorno in cui scade il contratto d’affitto. Fissate bene quel punto e il resto del trasferimento si organizza intorno.
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Domande frequenti
Posso portare il mio cane o il mio gatto dall’Italia in Thailandia?
Sì. Cani e gatti possono essere importati in Thailandia dall’Italia con la documentazione corretta. Serve: il permesso di importazione del DLD thailandese ottenuto prima della partenza, un microchip conforme allo standard ISO impiantato prima della vaccinazione antirabbica, una vaccinazione antirabbica in corso di validità (almeno 21 giorni prima del viaggio se è la prima), un certificato sanitario rilasciato da un veterinario ufficiale entro 10 giorni dall’arrivo in Thailandia, e la quarantena obbligatoria in una stazione di quarantena approvata all’arrivo. Mettete in conto 8-12 settimane per preparare tutto correttamente.
Quanto dura la quarantena per un animale che arriva in Thailandia dall’Italia?
La durata la stabilisce il DLD thailandese caso per caso ed è indicata sul permesso di importazione. Per cani e gatti che arrivano da paesi europei con documentazione completa e una situazione rabbia ben controllata — l’Italia è riconosciuta indenne da rabbia — i periodi tipici vanno da 10 a 30 giorni. La quarantena si svolge in strutture ufficiali del governo thailandese, per la maggior parte degli arrivi dall’Europa alla stazione di quarantena dell’aeroporto di Suvarnabhumi.
Che cos’è il permesso di importazione DLD e come si ottiene?
È l’autorizzazione preventiva obbligatoria rilasciata dal Department of Livestock Development, il dipartimento thailandese per lo sviluppo zootecnico. Va ottenuta prima che l’animale parta dall’Italia. La domanda si presenta all’Animal Quarantine Inspection Office del DLD, direttamente o tramite un’agenzia specializzata, allegando il numero di microchip, il certificato di vaccinazione antirabbica, l’indirizzo di destinazione in Thailandia e le date di viaggio previste. L’istruttoria richiede 2-4 settimane: presentate la domanda 8-10 settimane prima della partenza.
Quale certificato sanitario serve per portare un animale dall’Italia in Thailandia?
Serve un certificato sanitario per l’esportazione rilasciato da un veterinario ufficiale, cioè un veterinario del Servizio veterinario della ASL, non il vostro veterinario privato per quanto qualificato sia. Il certificato va emesso entro 10 giorni dalla data prevista di arrivo in Thailandia — non dalla partenza — e deve riportare il numero di microchip, i dati della vaccinazione antirabbica, l’assenza di segni di malattia infettiva e l’idoneità al viaggio aereo. Va usato il modello richiesto dal DLD thailandese.
Ci sono razze di cani vietate in Thailandia?
Sì. La Thailandia limita l’importazione di alcune razze considerate ad alto rischio o associate ai combattimenti. Tra le razze soggette a restrizione o a controlli figurano American Pit Bull Terrier, American Staffordshire Terrier, Staffordshire Bull Terrier, Rottweiler, Dobermann, Tosa giapponese, Dogo argentino e Fila brasileiro. L’elenco può cambiare: se il vostro cane appartiene a una di queste razze o è un incrocio, verificate la posizione attuale del DLD prima di prenotare il volo. Per i gatti non esistono restrizioni di razza.
